Torna a casa, Pollita

[NdA : il titolo naturalmente richiama il mitico Torna a casa, Lassie ;)] 

Dopo la buca di ieri sera, riesco a incontrare Monica, chiacchieriamo molto piacevolmente per un’oretta, poi giunge l’ora: devo partire per Concepción. 

Il cerchio sta per chiudersi, dopo un anno e mezzo.

Evito di pensare che questa é l’ultima tappa con la Pollita, per non farmi prendere dal magone che comunque é qui, a un passo dal cuore e ben dentro la testa.  
Esco da Santiago con un bel caldo; dopo tutto il freddo patito nei giorni scorsi, non mi dà per niente fastidio. 

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L’autostrada che va a sud é incredibile, praticamente é una striscia unica di case e fabbriche più o meno grandi. 
Non c’è mai, a parte brevi tratti di qualche km, un vero distacco dai centri abitati. 

Le case sono povere, quasi certamente abusive, poi ci sono impianti industriali, capannoni, depositi e quant’altro ad ostruire costantemente la splendida vista verso le Ande, che fiancheggiano la strada a breve distanza, imponenti e sacre. 

Le ore passano, mi fermo solo un paio di volte per la benzina. Uso anche quella della tanica. Non mi é mai servita, quella che c’è dentro l’ho fatta molti giorni fa in Argentina. 
Però, pur non avendola mai usata, é stata comunque utilissima per darmi tranquillità nelle situazioni delicate in cui mi sono trovato, quando non sapevo dove sarei riuscito a trovare della benzina. 

Di nuovo, non ho contanti, ma qui non é un problema come in Argentina, la carta di credito é accettata ovunque. 

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Verso il crepuscolo  esco dall’autostrada, inizio a superare la pre-cordigliera che separa la pianura interna che ho appena percorso, dalla costa dove si trova Concepción. 

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La temperatura crolla, fa freddo, però non mi va di fermarmi, é già tardi e non mi va di perdere un’altra mezz’ora. 

Stringo i denti e proseguo; dopo un tempo che mi sembra infinito, vedo apparire l’oceano Pacifico in lontananza. 

Scendo di quota, la temperatura sale leggermente, ma rimane fredda ed un vento teso, gelido peggiora ulteriormente la situazione. 

Arrivo a casa di Nicola abbastanza velocemente, é una sensazione molto strana. Da un lato é un déjà vu, dall’altro mi sembra incredibile arrivare a casa sua in moto. 

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Mi accolgono al gran completo, per me é un piacere immenso ritrovarli, anche se l’occasione é triste. 

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Sono qui per finire il viaggio e per vendere la mia compagna di viaggio, quella che mi ha permesso di vivere una delle esperienze più incredibili e indimenticabili della mia vita, la Pollita, che ritorna a casa per essere messa nelle mani di uno che, con buona probabilità, non la farà mai uscire dalla città. 

Ci mettiamo a tavola tutti insieme, per me é come ritrovare una seconda famiglia, anche perché hanno vissuto da spettatori praticamente in prima fila tutta una serie di eventi e stravolgimenti che ho vissuto negli ultimi mesi. 

Per domani il programma é pulire la moto e metterla in vendita ad un prezzo attraente, in modo da chiudere subito l’affare, cambiare i soldi in euro ed evitare bonifici succhiasoldi. 

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Adesso però non voglio pensarci, voglio solo godermi il loro caldo abbraccio!

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