A Recife, ultima fermata per la Pollita

Il giorno inizia male, sono investito in pieno dalla realizzazione che il sogno sta per finire e il primo segno evidente, pesante, sarà l’addio alla Pollita, la meravigliosa e coraggiosa piccola moto che mi ha permesso di realizzare un grande sogno.

Oggi arriveremo a Recife, ultima fermata per la Pollita, dove attenderà di essere affidata ancora non si sa a chi, né in quale maniera.

La strada che lascia Pipa è molto bella, tra case tradizionali e natura tropicale, poi raggiungiamo la noiosa autostrada per Recife. Essendo partiti tardi non abbiamo tempo di fare una deviazione sulla strada costiera.

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Più o meno a metà strada, ovviamente dalla corsia più lenta, vediamo un autoarticolato che ci supera a grande velocità. Si avvicina talmente tanto e così velocemente all’auto bianca che lo precede, che sembra voglia tamponarla. L’auto è lenta (ma nemmeno troppo perchè sono più veloci di noi, che procediamo tra i 70 e gli 80) per via di altre auto e camion più avanti.

“Ma quello che vuole fare??”, dico nell’interfono a Caterina, guardando con preoccupazione la manovra così pericolosa.

Poco dopo, l’autoarticolato scarta veloce sulla destra e inizia a sorpassare, appunto, da destra. Ancora pochi metri e si vede un caos di auto che scartano, una fumata di gomme e tutti che iniziano a frenare.
In pochi istanti li raggiungiamo e capiamo cos’è successo: l’autoarticolato ha tamponato un’auto che lo precedeva, che ha perso il controllo, si è intraversata ed è stata trascinata per molti metri dal muso del TIR. La fortuna è stata che non si è ribaltata, né si è andata a schiantare da qualche parte, magari su altre auto.

Ci fermiamo insieme ad altre auto proprio nel momento in cui dall’auto investita scende la famiglia terrorizzata e in lacrime: 4 adulti e 1 bambino. Dall’autotreno scende un giovane in canottiera arancione.

Mi sale una rabbia tremenda per quell’idiota assassino che ha messo in pericolo la vita di molte persone. Penso sempre che potrei finirci io davanti alle ruote di pazzi simili. E la rabbia è anche per la futilità dei motivi: superare un veicolo che ti precede.

Dopo qualche minuto parcheggiamo a lato della strada per bere un’agua de coco. Come sempre, mi assicuro che la moto sia stabile, ma evidentemente mi sbaglio. Mentre siamo entrambi girati, il vortice di un TIR che passa a grande velocità, le fa perdere l’equilibrio. Vediamo la Pollita cadere, senza riuscire a fermarla in tempo.
Se da qualche parte era scritto che doveva cadere e sinceramente anch’io avevo messo in conto delle cadute, sono felice che questo sia il modo. I danni sono praticamente nulli, solo la leva del freno un po’ storta.

Arriviamo a Olinda, molto bella di case coloniali coloratissime e vie acciottolate.

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Ci fermiamo dal maestro Henry, il pittore che ha tenuto un po’ di lezioni a Caterina nella settimana in cui ha atteso il mio arrivo da Manaus a Sao Luis.

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Recuperiamo i due bellissimi quadri che ha dipinto, li portiamo avvolti all’interno di un tubo di plastica.

Facciamo una brevissima passeggiata, poi andiamo a Recife dove ci aspetta Kate, l’amica di Caterina che ci ospiterà per questa notte e che, soprattutto, custodirà la Pollita per un periodo indefinito.

Recife è molto trafficata e impieghiamo un’ora per arrivare a casa di Kate, per fortuna seguendo un motociclista che ha preso a cuore il nostro destino e che ci guida fin quasi a destinazione.

Passiamo buona parte della serata a parlare della Pollita, di come si può fare per venderla: se come donazione a Kate, se nazionalizzandola, se illegalmente senza documenti e il relativo prezzo da chiedere a seconda della soluzione.
Alla fine decidiamo che, se la nazionalizzazione non costa troppo, opteremo per quella soluzione, altrimenti rimane l’offerta di Antonio di Jericoacoara.

Domani mattina gireremo un po’ per Recife, poi nel pomeriggio avremo l’aereo per Rio, vera ultima tappa del viaggio.

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2 thoughts on “A Recife, ultima fermata per la Pollita

  1. A giugno sembrava un viaggio infinito, io credo che inizierai a metabolizzare tra un anno almeno, a me succede così, ci metto tempo…
    Buon rientro a voi!

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