Poveri animali

Mi sveglio alle 6.15, ma per fortuna riesco a riaddormentarmi, poi mi sveglio di nuovo alle 10 completamente intontito dal sonno.

Stamattina per colazione stranamente non c’è la carta igienica, ma i tovaglioli che utilizzano qui … e ad essere sincero, era molto meglio la carta igienica!

Decisamente più robusta.

Mentre preparo i bagagli, cerco della musica laotiana su internet. Lo stile è molto orientale, avrei detto “cinese”, come il suono della loro lingua.

Carico i bagagli sulla moto, che al retrotreno é minimale, senza il più piccolo appiglio a cui agganciare un elastico. Mi invento un passaggio, tra il telaio e il portapacchi, sperando che regga.

Per fortuna ieri sono tornato da Fuark per cambiare il casco! Infatti ne avevo preso uno da cross senza visiera, scomodissimo! E sono riuscito a trovare un fantastico modulare che, scopro oggi, ha anche la visierina scura ! Ieri non me ne ero accorto. 

L’uscita dalla capitale é rallentata da una lunga periferia, in cui passo a fianco di cattedrali nel deserto, palazzoni mai finiti, in zone completamente isolate.

Dopo molti km passo a fianco a un immenso impianto industriale, al cui ingresso giganteggia un cartello che annuncia l’impianto di imbottigliamento della Coca-Cola.

Mi tornano in mente la parole di Jean Louis, che diceva che il Laos non produce nulla, a parte l’oppio.

Superato un ponte dopo una ventina di km da Vientiane, la strada si stringe drasticamente e finalmente l’orizzonte si apre su bei paesaggi di natura tropicale con abitazioni tipiche ai lati della strada.


Passo accanto a un fiume, dove c’è anche un bel tempio. L’acqua é molto alta, si vede che siamo ancora nella stagione delle piogge.


All’altezza del cosiddetto zoo del Laos, mi fermo da una signora a lato della strada che vende frutta, tra cui del cocco fresco. Ne chiedo uno, che bevo tutto d’un fiato.


Decido di andare allo zoo. Non mi ricordo dove, ho letto che é una bella struttura, dove gli animali hanno molto spazio e sono ben tenuti.


Ma il tempo di entrare e me ne pento: le voliere sono minuscole e chi più, chi meno, sta in un recinto minuscolo a soffrire.
L’orso nero é quello che mi stringe di più il cuore: ha il fiatone per quanto sta morendo di caldo (io per il caldo umido, continuo a buttare fuori acqua per quanto sudo anche stando fermo… immagino lui con quella pelliccia che si ritrova!).


Sono talmente sudato che, quando esco, faccio qualche km senza giacca e senza casco. Poi il casco me lo rimetto, la giacca no.

​Con un ponte nuovo e moderno passo il Mekong. Avrei preferito attraversarlo con una chiatta, come sicuramente si faceva prima che venisse costruito. Anche qui i cinesi, come in Africa, in America del Sud e altrove, stanno imponendo le loro opere.
Sono le 16, una moltitudine di bambini e ragazzi escono dalle scuole per tornare a casa. Sono tutti in divisa.


Prendo una strada che congiunge la numero 10, che sto facendo io, con la numero 13 che arriva a Vang Vieng, meta finale di oggi.


Mi ritrovo su una strada che tanto tempo fa era asfaltata, ma che oggi é un inferno di buche, tanto che le piste ai lati della strada sono decisamente migliori.


Poco dopo aver raggiunto la 13, finalmente la strada inizia a piegarsi in una serie di curve che salgono e scendono dalla serie di colline e basse montagne che muovono il paesaggio.
La strada richiede sempre attenzione, soprattutto per le moto, che occupano l’ultima “classe sociale” stradale. In cima alla gerarchia ci sono i grandi camion, poi i furgoni, poi le auto. Tutti questi hanno diritto di vita e di morte sulle classi inferiori e le moto sono quella più in basso di tutte.

A conferma di ciò, mentre guido e mi godo le curve, facendo comunque attenzione agli altri veicoli, inizio una curva molto stretta a sinistra in discesa completamente cieca, perché occupata da un grande TIR che arranca in salita. Andrò a 40, massimo 50 km orari.

Proprio a metà curva, che scopro metro dopo metro perché il TIR toglie qualsiasi visuale, mi ritrovo un grande fuoristrada completamente nella mia corsia.

Ho pochi istanti per reagire, gli sono praticamente già nel cofano in un frontale. L’adrenalina mi manda una scossa e una botta come un pugno alla bocca dello stomaco.

L’istinto agisce per me, perché la coscienza é sicuramente più lenta.

Mi attacco ai freni per rallentare e raddrizzarmi, in modo da non finire addosso alla macchina. Purtroppo però siamo in montagna e la strada finisce in uno strapiombo. 

In una frazione di secondo, riesco a infilarmi nella stretta striscia tra l’asfalto e il vuoto. Stretta striscia sterrata, ovviamente.

Per fortuna riesco a finire la curva sullo sterrato senza conseguenze, a parte una enorme paura. Non so di quanti cm lo evito ma sicuramente pochi.

Credo che questa sia la terza, forse la quarta volta, in tutti i miei viaggi, che ringrazio di essere in moto. In un’auto non avrei avuto scampo, il frontale era garantito.

L’ultima ora di viaggio la faccio col buio, arrivo a Vang Vieng di notte, troppe soste aggiunte alla partenza molto tardi da Vientiane. 

​​

Guidare di notte non é il massimo, tra abbaglianti fissi degli altri veicoli e ogni genere di essere, animale umano e inanimato che attraversa la strada.

Trovo una guesthouse e vado a cena, morto di fame. 

Nel tempo che mangio, si addensa un temporale che esplode con violenza e intensità tropicale. 

Mi godrei il potente spettacolo della natura se non fosse che mi ritrovo circondato da americani che ridono e parlano a voce alta, mentre tengono un telefono col vivavoce che sputa ad alto volume dell’orrenda musica rap.

Vado a dormire stanco morto, anche se comunque ancora non riesco ad addormentarmi prima dell’1, le 2, che in Europa corrispondono alle 8, le 9 di sera‎.

10 thoughts on “Poveri animali

      • ho letto delle sterzate sull’orlo ! mi raccomando ! stamattina ero ad aiutare Sabrina in una scuola davanti villa Panphili e per curiosità sono entratonella sede centrale di Avventure nel mondo che è proprio li davanti: al momento non ci sono gruppi di italiani in Laos, quantomeno portati da loro… per il resto …. buona scoperta ! P.S. una curiosità da sociologo: ma il modello socialista laotiano funziona ? la gente è felice ? come è il “clima” umano generale ?

  1. fabiooooooooo! hai preso la moto…ovviamente! che ansia…devi stare attento…super attento!!! dove stai andando?

  2. Hello Fabio! J’ai presque tout compris en italien! Belles photos et beaux paysages! Sois quand même encore plus ‘super attento’ que d’habitude, il faut que tu reviennes nous raconter ton voyage!

    • Ahahah d’accord, je ferai encore plus d’attention que d’habitude 🙂

      A bientôt, ne t’inquiète pas 🙂 et merci! Et très bravo pour ton italien ! a la fin de mon voyage, tu comprendras l’italien super bien 🙂

  3. Daje fa! A volte mi dico che mi piacerebbe essere li con te… Magari non nel momento del frontale… Io sarei quello che saluta dalla scritta Nissan…
    :)))

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