Relax a Salta

Oggi giornata di puro relax a Salta: ci sono giusto un paio di musei che vorrei visitare più una passeggiata in città che dovrebbe essere molto carina. 

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Ieri sera scrivendomi con Nicola, ho scoperto che in Argentina é possibile cambiare I soldi in nero.
Nei paesi dove sono stato in cui esiste il cambio in nero, di solito é molto evidente : persone con buste di soldi in giro per strada a vendere la valuta locale comprando quella pregiata, I sempre amatissimi dollari oppure gli euro. 
Invece per ora qui in Argentina, nei pochi posti in cui sono stato, non ho visto nulla del genere, né quando chiedevo informazioni su dove cambiare, mi hanno detto nulla. 

Nemmeno a farlo apposta, quando arrivo sotto I portici della piazza principale, sento prima una persona, poi un’altra pochi passi dopo, che chiedono a bassa voce, “cambio? Dólares, euros”. 

Visto che c’è sempre il rischio della fregatura, mi informo da quello che sembra avere la faccia più onesta. 
Ci pensa un attimo, poi mi dice che cambia un euro per 15 pesos. Il cambio ufficiale é a 10,5 o giù di lì. 
In pratica il 50% in più!

Ci diamo appuntamento per il pomeriggio, adesso non mi va di tornare in albergo a prendere I soldi. 

Inizio una lunga camminata verso un museo privato di arte etnica indigena. 
La strada che faccio non mi colpisce particolarmente, a parte qualche palazzo un po’ più carino, é piuttosto anonima e ordinaria. 
Scene di vita quotidiana, di persone che corrono in ufficio, bambini e ragazzi che escono da scuola, banchetti di frutta e venditori ambulanti. 

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Sembra Europa, I visi indios sono quasi scomparsi, si intravedono nei tratti di qualcuno che passa, ma sono lontani I paesi come Perú e Colombia dove tocchi con mano il Sud America. 

Arrivo al museo che sono le 12:30 e il museo chiude alle 13, per riaprire tre più tardi. 
Non mi va di tornare fino a quaggiù, mi accontento della mezz’ora di giro. 

La mostra inizia con una piccola vetrina di arte precolombina, una trentina di pezzi che, dopo aver visitato I musei peruviani, mi trattiene pochi istanti.  
Più interessanti sono altri pezzi, come le maschere di legno usate nelle feste di fine raccolto o I vestiti tradizionali, coloratissimi. 
Poi c’è una serie di pezzi a sfondo religioso, sculture di santi in legno, teche e altri oggetti rappresentanti le figure cristiane arrivate qui con l’invasione spagnola. 

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Il custode del museo mi mostra divertito anche delle rappresentazioni di santi cattolici armati di moschetto.
Sarebbero le prime e uniche rappresentazioni di santi con delle armi. 

Per tornare nel centro percorro un’altra strada, più interessante tra bei palazzi e un paio di piazze alberate, piacevoli. 

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Adesso é il turno del museo più famoso di Salta, quello archeologico di alta montagna. 
Raccoglie I ritrovamenti effettuati nei luoghi di culto Incas che si trovavano nelle vicine Ande a migliaia di metri di altitudine. 
Luoghi incredibili dove gli Incas pregavano ed effettuavano offerte alla Natura, con alcuni oggetti meravigliosi come delle statuine che lasciano a bocca aperta per la precisione e il gusto. 
Sono innamorato degli Incas, per tutto quello che crearono e per la religiosità, imperniata sulla sacralità della Natura e della Terra. 
E a vedere come si comporta l’uomo occidentale nei confronti della Natura, penso che potremmo e dovremmo imparare molto da questi nostri antenati. 

In una delle cartine geografiche mostrate nel museo, vedo che gli spagnoli di Pizarro sono entrati nel 1532 in Perù.
40 anni di vita dopo che il cancro era entrato nel corpo del Sud America. 

Faccio un altro breve giro, poi torno in albergo. 

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Ormai é il 12 dicembre, sono riuscito ad arrivare fino a Salta, molto vicino al Cile. Il 21 ho il volo di rientro da Buenos Aires…. non ho più scuse, devo comprare il volo da Concepción a Buenos Aires! 
Quando concludo l’acquisto, vengo preso dalla malinconia, sta finendo una delle avventure più incredibili che abbia vissuto fino ad oggi. 

Vado ancora a fare un giro per cambiare I soldi dal tipo con cui ho parlato stamattina, poi la giornata si chiude con una piacevolissima serata in compagnia di Maria e di Nora, sua madre, in un locale dove suonano musica tradizionale dal vivo e poi nella zona della movida salteña. 

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Da domani inizia ufficialmente l’ultima parte del viaggio, di rientro verso il Cile. 
Per fortuna ci sono ancora diversi posti bellissimi che vedrò, a mitigare la malinconia che andrà sicuramente crescendo! 

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