La lunga cavalcata verso La Paz (parte I)

L’unico compito che ho oggi, é avvicinarmi il più possibile a La Paz. Da Uyuni, passando per Potosì, sono più di 750 km, non é possibile farli in giornata. Non con questa moto, per lo meno.

Parto non troppo presto, tanto per cambiare, ma stavolta c’è un motivo: ieri alle 10 del mattino, nei punti in ombra c’era ancora il ghiaccio. Saluto David e Marie, suerte anche a voi ragazzi, che fate un giro molto più lungo!

Appena fuori Uyuni, la strada inizia a salire

Prima, però, c’è un casello. Evidentemente le poche strade asfaltate che ci sono, se le fanno pagare. Arrivo, mi fermo, nessuno mi fila, me ne vado senza pagare.
Dopo pochi km, con Uyuni ancora in vista, c’è un mirador sul salar. Si vede in lontananza, una striscia bianca accecante ai piedi delle montagne.

Le montagne sono splendide, selvagge, di mille colori e incastonate tra loro a formare valli, canyon e quinte di roccia alla spettacolare scenografia di Madre Natura, la Pachamama.

Immaginavo l’entroterra boliviano come piatta terra di altipiani, invece é tormentato di montagne che si susseguono ininterrottamente.

Percorro larghe vallate alluvionali, tra le quali serpeggia un sottilissimo rivolo d’acqua, memoria di quello che un tempo doveva essere un fiume potente che ha scavato la roccia attorno a me.
Ai bordi della vallata e verso il centro, alti e possenti alberi, tutti inesorabilmente secchi, di rami spogli svettanti al cielo e tronchi grigi. Una visione spettrale.

Tra una vallata e l’altra la strada continua a salire senza pietà, la moto va sempre peggio.
Tossisce, sbuffa, accelera e si blocca nel giro di pochi istanti, é come cavalcare un cavallo imbizzarrito, mi scuote in continuazione come in una sorta di vendetta per quello a cui la sto costringendo.
La media si abbassa drasticamente, nonostante le discese le faccia alla massima velocità possibile.
Sento di essere sempre in credito di discese.

Incrocio spesso dei branchi di lama, quasi non mi stupiscono più, però mi piacciono sempre nella loro varietà di colori.

Arrivo a Potosì, 4070 metri di altitudine. Sono le 15, ma non mi va assolutamente di fermarmi, proseguo verso Oruro che dista 320 km.
Esco da Potosì dopo aver fatto il pieno, anche stavolta senza problemi e pagando la tariffa per stranieri.

La strada si incunea sul fondo di una stretta e alta gola, molto scenografica.
Sul fondo, un rivolo d’acqua al quale si affidano decine, centinaia di case sparse sulle sue rive per km, circondate da alberi e campi coltivati.

Poi di nuovo salgo e salgo, sulla cartina vedo proprio a fianco della strada una cima di oltre 5mila metri!

Le ore passano, ma lo stesso non si può dire dei km.

Lungo la strada che unisce Potosì a La Paz i paesini si susseguono abbastanza frequenti ed il timore che qualche cane in vena di scherzi sia in agguato é molto alto. Spesso li attraverso a 20/30 km orari per via della forte pendenza e già mi vedo comodamente inseguito e morso dal quadrupede di turno. Per fortuna, o hanno pietà di me o non gli va, fatto sta che i pochi che incrocio mi guardano disinteressati.

Il crepuscolo si avvicina e sono ancora in mezzo alle montagne a oltre 4mila metri d’altezza. In molti punti d’ombra vedo cascatelle d’acqua gelata e macchie di neve, a ricordarmi dove mi trovo e in quale stagione!

Ormai anche Oruro é lontana, decido di fermarmi a Challapata.

Quando vedo in lontananza le luci del paese, vivo l’emozione di un lago che si colora del tramonto e mi dà il benvenuto.

Mentre fiancheggio lo specchio d’acqua, improvvisamente il mio sguardo é attratto da una luce che solca il cielo. É molto intensa, penso ad un aereo, ma no, troppo veloce e poi dopo pochi secondi scompare: una stella cadente!
Per i desideri, c’è l’imbarazzo della scelta …

Entro in paese, sporco e disordinato. Chiedo di un alojamento, seguo le indicazioni ed arrivo ad una piccola porta con scritto residence. Busso, mi apre una signora che, alla mia domanda di una stanza sembra pensarci un po’, poi dice:

“Sì, ce l’ho, vuoi vederla?”

“Ok”, anche se già so che la prenderò.

Mi avvisa che però domani mattina alle 9 chiude, devo andare via prima. Ottimo, magari riesco a partire per un’ora decente!

É una piccola stanza senza finestre, ma almeno ho un tetto sopra la testa. Per 4 euro. Ho il coraggio di chiedere se c’è la colazione, o forse é l’abitudine: ovviamente non c’è.

Il bagno é in comune e l’acqua calda della doccia é fornita (come anche nell’albergo ben più bello di Uyuni) da un apparecchio elettrico montato proprio sopra il getto d’acqua. Mi insapono guardando i fili elettrici sopra la mia testa, a pochi cm dall’acqua e dal corto circuito fulminante che potrebbe facilmente accadere.

Vado a mangiare nella tavola calda proprio a fianco dell’ostello. Dico alla signora al banco che vorrei mangiare e mi fa:

“Una cena?”, usando proprio il termine italiano.

“Sì!”

Si rivolge quindi ad una ragazza poco più in là e conferma l’ordine:

“Una cena per il signore”

Non faccio in tempo a sedermi che la ragazza mi ha portato un piatto di zuppa. La finisco e torna subito con un piatto di riso e carne. Il menu evidentemente é fisso.
Chiedo da bere. Acqua, non c’è. Coca Cola nemmeno.

Altro?

La ragazza mi guarda smarrita, dice di no a tutto. Insisto, una Coca Cola?

“Ho solo quella popular!”

“Va bene!”, rispondo immaginando una Coca alternativa, tipo la Zam Zam iraniana.

Invece torna con una bottiglia di vetro da 0,6 litri di normale Coca Cola.

Il conto finale é di 16 bolivianos, meno di 2 euro.

Torno in stanza e vedo che sono quasi tutte occupate, forse da operai.

Alle 21:30 crollo esausto.

E domani La Paz, anche se il meccanico sarà chiuso e dovrò aspettare lunedì.

2 thoughts on “La lunga cavalcata verso La Paz (parte I)

Commenta l'articolo

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...