Relax sulla Laguna del Paradiso

Oggi vorremmo andare alle lagune qui vicino, la Azul e la Paraiso. Non sappiamo se andarci con la Pollita oppure con una delle auto che fanno quel tragitto più volte al giorno. Volendoci andare con la Pollita, l’idea è di seguire una di queste auto, per vedere quale è la pista, che non conosciamo.

Facciamo appena in tempo ad uscire dall’albergo, sì e no 10 metri e incrociamo un furgonato 4×4 che ci chiede se vogliamo andare alle lagune. Bene, il destino sceglie per noi, mi dico mentre saliamo a bordo!

Carichiamo due signore brasiliane, poi Barbara, una ragazza di Bologna che abbiamo conosciuto ieri sera. Anche lei ha fatto La Scelta, trasferendosi qui alcuni mesi fa, abbandonando il lavoro che aveva in Italia.

La pista è quella per Jijoca, infatti le lagune sono vicino al paesino.

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Barbara ci dice che la laguna Azul è molto bassa per via delle scarse piogge degli ultimi due anni, meglio andare a quella del Paraiso.
Ci facciamo portare là, in una delle posade che si affacciano sulle acque. La laguna è azzurra e sulla sabbia candida il colore risalta ancora di più. Ecco i colori tropicali che cercavo sulla costa colombiana, ma che non sono riuscito a trovare!

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La giornata passa tra il lettino, al riparo del grande ombrellone di foglie di palma e l’amaca sistemata a pelo dell’acqua, tesa tra due pali infilati ad un paio di metri dalla riva. Durante una passeggiata riesco a rimediare un pizzico di un’ape, camminandoci sopra. Vediamo anche un sottile serpente, chissà se è velenoso!

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Alle 16 in punto torna a prenderci, come promesso, la persona di stamattina col fuoristrada. Viene a prelevarci direttamente sull’amaca in acqua, che peccato dover tornare!

A Jerì andiamo a salutare Salvatore per accordarci per la cena, poi torniamo sulla duna per salutare il sole che si tuffa dietro l’oceano. Oggi c’è molta più gente, meno magico di ieri.

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Mentre torniamo, ci fermiamo a lungo a fianco di una “roda” di capoeira, con la musica e le persone che fanno la loro danza – combattimento due alla volta. Molto suggestivo, seguire le acrobazie al ritmo ipnotico della musica nella luce del crepuscolo, a pochi passi dal mare che nel frattempo sta risalendo a grandi ondate per la marea.

Anche stasera ceniamo con Salvatore che ci racconta alcune delle sue mille vite in giro per il mondo, poi finiamo la serata sulla spiaggia, sotto una Via Lattea molto brillante.

Domani forse facciamo un’altra gita in una zona dove ci sono i cavallucci marini, lontana memoria di quand’ero bambino e si potevano ancora vedere nel mare della Croazia, all’epoca Jugoslavia.

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Anche tu puoi sostenere la Pollita in questa avventura! Viaggia con noi sulle ali della Pollita, con una cartolina, una foto, una t-shirt e altro ancora!

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