In gita dal cavalinho marinho

Uscendo dall’albergo ci separiamo: Caterina va a cercare una lavanderia per i panni sporchi che ci stiamo portando dietro da alcuni giorni, io vado a comprare i francobolli per la prossima spedizione di cartoline comprate tramite Indiegogo per sostenere il viaggio (grazie!! 🙂

Ci ritroviamo sotto la posada di Salvatore, nella piazza centrale di Jerì, dove contrattiamo il prezzo per la gita in dune buggy a Mango Seco e altre spiagge verso nord, inclusa l’osservazione dei cavallucci marini in una laguna lungo la strada.

Troviamo il nostro uomo, un ragazzo simpatico che ci fa un buon prezzo e partiamo subito! Usciamo dal paese e iniziamo la pista che … è lungo la spiaggia! La bassa marea ha liberato una fetta di battigia molto ampia, corriamo tra le dune alla nostra sinistra, incorniciate dalle palme e l’oceano sulla destra, stranamente calmo. Anche il vento stamattina ci sta dando tregua!

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Arriviamo ad un piccolo approdo con alcune barche senza motore. Questo è il posto per avvistare i cavallucci marini. Quello che sembra una laguna, in realtà, è un braccio di mare che entra nella terraferma.

Salvatore ci aspetta nell’auto, mentre Caterina ed io saliamo su una barchetta spinta con un lungo bastone dalla nostra guida che ci spiega che il maschio di cavalluccio marino porta avanti la gravidanza, suscitando l’invidia di Caterina.
La guida ne individua facilmente tre o quattro mimetizzati tra le radici delle mangrovie e li raccoglie con una bacinella per vederli da vicino. Sono incredibili, così diversi da tutti gli altri animali! Uno degli scherzi della natura che popolano questo meraviglioso pianeta.

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Ci spiega che purtroppo vengono pescati di frodo per rivenderli agli acquari. L’ideale, in posti poveri come questo, sarebbe che prendesse sempre più piede il turismo “ecologico”, di chi come noi va ad osservare la natura, facendo guadagnare le persone a patto che l’ambiente resti integro e ricco di fauna.

Torniamo al buggy e, dopo un’altra esaltante corsa sulla spiaggia infinita, arriviamo alla foce di un piccolo fiume. Qui ci aspetta una serie di minuscole chiatte, ciascuna con una o due persone che ci chiamano per farci scegliere la sua imbarcazione.

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Anche la chiatta viene spinta con un lungo bastone, facendo leva sul basso fondale. In confronto la chiatta di Barrerinhas è di lusso, spinta da una barca a motore e dotata di pianale in metallo per far salire i veicoli invece delle due assi di legno che abbiamo appena usato!

Approdati sull’altra sponda, passiamo tra le alte e intricate radici di un bosco di mangrovie in gran parte secche, poi dopo un altro tratto di spiaggia entriamo all’interno.

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Iniziano le dune, prima basse poi sempre più alte, finché arriviamo ai piedi di una duna bianca molto alta. Prendiamo la rincorsa e via! Col motore che urla ci arrampichiamo fino in cima!

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La vista dall’alto è meravigliosa, abbraccia tutto l’orizzonte disegnato dalle dune bianche e, in alcuni punti, rosa. Le palme a dare il tocco di verde, l’oceano immenso da un lato e il cielo brillante sopra di noi. Memorabile, sarà una delle tante immagini che da oggi porterò nel cuore.

Scendiamo e dopo altre dune arriviamo su una laguna, dove mangiamo ad uno dei tavolini sulla riva, con i piedi appena immersi nell’acqua a darci refrigerio.

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Incontriamo un altro italiano trasferitosi molti anni fa in California, poi approdato cinque anni fa in Brasile.

Tornando saliamo su altre dune, poi di nuovo la spiaggia. Provo a guidare il buggy, divertente!

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A Jerì ci diamo appuntamento con Salvatore per la sera, poi facciamo qualche giro in paese e finiamo il pomeriggio sulla spiaggia, ad un’altra roda di capoeira. Purtroppo perdiamo il tramonto per pochi minuti, stasera era spettacolare grazie ad un tappeto di nuvole che copriva buona parte del cielo. Vediamo appena la miriade di colori riflessa sulle nubi, poi di nuovo grige a indicare che il sole per oggi è andato.

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In albergo prepariamo i bagagli, poi in serata andiamo a salutare Salvatore, che ci fa conoscere altri due italiani molto simpatici, anche loro espatriati.

Il piano per domani è che Caterina sale su una delle auto che fa avanti e indietro con Jijoca portando i bagagli e io li seguo a moto scarica per vedere la pista, Una volta sull’asfalto, vorremmo arrivare a Morro Branco. Vediamo come andrà!

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Anche tu puoi sostenere la Pollita in questa avventura! Viaggia con noi sulle ali della Pollita, con una cartolina, una foto, una t-shirt e altro ancora!

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