Ma… perché il Laos? Cosa c’è da vedere?!

Ho capito di aver fatto la scelta giusta quando, anche la decima persona a cui ho detto che sì, avevo finalmente deciso dove sarei andato in vacanza e che si trattava del Laos, mi ha chiesto con espressione tra lo stranito-quasi-schifato e il divertito-ma-sei-pazzo: “Ma….. perché il Laos? Cosa c’è da vedere?!”

Un paese sconosciuto ai più, non turistico (probabilmente perché senza sbocchi sul mare) e quindi per me fonte di grande curiosità e desiderio di scoprire e conoscere.

Del Laos avevo in mente solo poche immagini e sensazioni: una giungla verdissima e rigogliosa e degli imponenti elefanti ammirati in un articolo di una rivista di turismo di tanti anni fa.

La scelta iniziale, in realtà, era ricaduta su un altro paese, l’Etiopia, ma vista la sua attuale instabilità di scontri, morti e blocchi, ho deciso di andare nel secondo paese nella mia lista personale di luoghi dove vorrei andare appena possibile.
E poi, mi sono ascoltato e non me lo sentivo in questo momento… ho più desiderio di natura rigogliosa e selvaggia; della pace e del lento ritmo della cultura buddista.

Il Laos quindi… quel Laos che i francesi, all’epoca della colonizzazione, descrivevano così:
“I vietnamiti piantano il riso, i khmer li stanno a guardare e i lao ascoltano il riso che cresce” e che Tiziano Terzani descriveva così:
“Al momento basta ancora metterci piede per sentire che nel Laos c’è qualcosa di unico e di poetico nell’aria: le giornate sono lunghe e lente e la gente ha una quiete dolcezza che non si trova nel resto dell’Indocina.” e sul quale sempre Terzani si interrogava, già conoscendo intimamente la risposta:
“Il Mekong era piatto e senza drammi (…) a sinistra la sponda laotiana con i villaggi di capanne all’ombra delle palme di cocco, le barche a remi ormeggiate al fondo di semplici scale di bambù e, la sera, i bagliori teneri delle lucine olio nel silenzio; a destra la sponda thailandese: luci al neon, la musica degli altoparlanti e rombare lontano dei motori. Da una parte il passato da cui tutti vogliono strappare i laotienne, dall’altra il futuro verso cui tutti credono di dover correre. Su quale sponda la felicità?”

Laos, l’antica Asia bagnata dalla Madre delle Acque… arrivo!